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Il nostro territorio...Orbetello...tra gli Etruschi e le grandi imprese...

Benvenuti nella Maremma Toscana, terra di grandi e incontaminati spazi, che evoca il suo ricco passato attraverso gli etruschi e i romani, i centri medievali, che da millenni la caratterizzano.
La Maremma è in grado di offrire sempre nuove emozioni e itinerari: lungo le coste, tra le colline ed i monti dell’entroterra, alla scoperta di luoghi antichi, di paesaggi magici, di colori e sapori dimenticati, dei piaceri del vino e della buona tavola.

Dopo aver visitato e conosciuto virtualmente Talamone, Fonteblanda e Magliano in Toscana, oggi visitiamo Orbetello, il nostro comune di appartenenza.



La città di Orbetello sorge nel mezzo dell’omonima laguna ed il Monte Argentario unite tramite una strada costruita su di un argine artificiale, la diga, fatta costruire da Leopoldo II nel 1842, che ha diviso la laguna in due specchi d’acqua , “Laguna di Levante” e “Laguna di Ponente”, fino al 1944 sulla diga correva anche una ferrovia che la collegava a Porto Santo Stefano.

La zona umida lagunare è delimitata verso il mare da due tomboli, il Tombolo della Feniglia ed il Tombolo della Giannella, caratterizzati da lunghe spiagge sabbiose, pinete e macchia mediterranea, la costa in prossimità dei rilievi di Talamone e di Ansedonia diventa rocciosa e di difficile accesso, l’entroterra è caratterizzato da modesti rilievi, dove la vegetazione cresce spontanea, formando intricate macchie di vegetazione e da zone pianeggianti.

Sulla sinistra della diga si può ammirare il Mulino Spagnolo a pianta circolare, al tempo degli Spagnoli i mulini erano 9 e servivano a macinare la farina per gli abitanti della città.



Superato il Mulino troviamo le mura etrusche a grandi blocchi poligonali del IV secolo a.C., percorrendo corso Italia raggiungeremo piazza Plebiscito dove si trova il palazzo comunale e successivamente piazza Garibaldi sede del palazzo del governatore Spagnolo (XVII secolo). Proseguendo si arriverà in piazza IV Novembre dove merita una visita la chiesetta di Santa Maria delle Grazie che conserva un affresco quattrocentesco di scuola senese.
Costeggiando il Lungolaguna di Ponente, che conserva anch'esso tratti delle mura etrusche, si raggiunge piazza della Repubblica dove si trova il Duomo, di origine romanica presenta i segni della ristrutturazione voluta dagli Orsini nel 1375, in considerazione all'alto basamento su cui sorge la chiesa è da molti sostenuta la tesi dell'esistenza di un tempio etrusco e poi romano sotto il Duomo stesso, da visitare nel centro urbano la chiesa di S. Francesco che conserva alcune interessanti epigrafi del periodo spagnolo, la polveriera Guzmann, 1692, davanti alla quale si può riconoscere la traccia di una porta nelle mura etrusche, inglobate nelle fortificazioni posteriori.

Grazie ai vari ritrovamenti di utensili e la presenza delle mura di cinta sappiamo che la città fu abitata dagli Etruschi almeno fin dal VII sec. a.C., poi la storia di Orbetello la ritroviamo, nel 805, nella Bolla Leonino-Carolingia con la quale Carlo Magno e Papa Leone III la donavano all'Abbazia delle Tre Fontane.
Nel XIII fece parte del dominio degli Aldobrandeschi e all'inizio del XIV fu conquistata dal comune di Orvieto per poi passare agli Orsini di Pitigliano.
Dal 1410 al 1414 fu posseduta dal re di Napoli Ladislao, mentre è del 1417 la conquista senese con la costruzione di nuove mura.
Nel 1557 fu fatta capitale del nuovo stato spagnolo dei Presidi.
Nel 1646, durante la guerra tra Francia e Spagna, il 20 maggio una flotta francese, forte di 10 galee, 35 vascelli e una sessantina d'unità minori agli ordini di Urbain Maillé, dopo avere sbarcato 6000 uomini, che si accamparono intorno ad Orbetello, partecipò dal mare all'assedio della città, in soccorso degli assediati il duca d'Arcos, viceré di Napoli, mandò qualche centinaio di fanti a Porto Ercole; quindi diede ordine alle galee di Napoli e di Sicilia di unirsi alla flotta spagnola e di muovere contro quella francese, il 14 giugno s'iniziò la battaglia navale, che ebbe esito indeciso, giacché, se l'ammiraglio francese venne ucciso da un colpo di cannone, le due flotte furono obbligate dopo poche ore, causa un vento furioso, a cercare rifugio nei porti, varie circostanze sfavorevoli indussero poi i Francesi a ritirarsi.
Dopo lo stato dei Presidi si insediarono ad Orbetello gli austriaci nel 1707 e i Borboni di Napoli nel 1736; tornò provvisoriamente toscana con Napoleone nel 1801 ed in modo definitivo con la restaurazione.
Nel 1842 venne costruita la diga che collega Orbetello all'Argentario.
Nel 1860 con il plebiscito Orbetello veniva annessa al regno d'Italia.

Cosa vedere nei dintorni di Orbetello:
- Resti dell'antica colonia romana di Cosa
Da Orbetello prendete l'Aurelia in direzione Roma ed uscite al primo svincolo per Ansedonia, seguite la segnaletica e sulla sommità del colle troverete le rovine della Città di Cosa.
- La Tagliata Etrusca e Spacco della Regina
Dovrete arrivare sul versante sud-est di Ansedonia, proprio in riva al mare, qui troverete la Tagliata: opera di ingegneria romana che impediva l'insabbiamento del porto, a pochi metri si trova lo Spacco della Regina: "prima versione" della Tagliata, poi riutilizzata per riti religiosi.
Un particolare il colore della sabbia di questa spiaggia, la sabbia è nera.
- Spiaggia della Feniglia
Le spiagge della Feniglia e della Giannella sono due spiagge di sabbia con fondali che digradano dolcemente, molto indicate per famiglie con bambini.
- Oasi WWF Laguna di Orbetello
La laguna di Orbetello si trova lungo le rotte migratorie e vi si concentrano quindi grandi quantità di uccelli.
La visita si sviluppa in tre itinerari differenti con numerosi punti per l'osservazione dell'avifauna.
Da novembre ai primi di marzo Orbetello offre lo spettacolo dei fenicotteri rosa.
- Riserva Naturale Duna Feniglia
Uscendo da Orbetello dirigetevi verso Porto Ercole e poi girate a sinistra in direzione della spiaggia della Feniglia, troverete qui l'accesso ad una meravigliosa riserva naturale.
Potrete entrare in bicicletta oppure a piedi per una passeggiata nella natura incontaminata a contatto con i numerosi daini che abitano quest'aerea.
Gli unici rumori sono quelli della macchia mediterranea e del mare che scorgerete dai sentieri che si aprono sulla vostra sinistra.
In questo paesaggio da favola nel 1609 fu trovato il corpo stremato del Caravaggio che morì di li a poco nell'Ospedale di Porto Ercole.
- Forte delle Saline
Il Forte si trova sulla foce del fiume Albegna ed è perfettamente visibile già dalla strada della Giannella, sul lato sinistro andando in direzione Albinia.
Il nome deriva dall'antica presenza di numerose saline, si tratta di una costruzione militare risalente al tempo della dominazione senese e costruita nel 1469, aveva inizialmente la funzione di avvistamento e sorveglianza, successivamente all'epoca dello Stato dei Presidi Spagnoli (1588), il forte venne ampliato ed assunse le funzioni di dogana.

Una grande, memorabile impresa
Da Orbetello sono partite grandi imprese.

Il primo volo transatlantico è del 1930, con 12 idrovolanti, partiti da Orbetello alla volta di Rio de Janeiro, in Brasile, il viaggio si svolse dal 17 dicembre 1930 al 15 gennaio 1931.
Ma la vera e grande impresa avviene nel 1933...siamo nel luglio-agosto Italo Balbo, alla testa di cento uomini e 24 idrovolanti, entra nell'Olimpo dei grandi dell'aviazione, da Orbetello partì una delle più importanti imprese dei pionieri dell’aviazione guidata da Balbo: la Crociera aerea del Decennale, che portò uno stormo di aerei italiani sulla rotta Orbetello-Chicago-New York-Roma, un passo importante che dovrebbe essere ricordato e celebrato.
L'America impazzisce per gli atlantici, mentre alla radio in Italia, il cronista, con voce concitata, descrive l'arrivo sul continente: è l'ultima, fantastica crociera di 19mila chilometri, una "indigestione" di mare.
Il 15 luglio i 24 Savoia Marchetti sono a Chicago, il 19 sorvolano i grattacieli di New York, l'East River replica la geometria luccicante delle squadriglie, nel porto i piroscafi emettono lunghi e rauchi fischi di saluto e le rive dell'Hudson sono affollate come uno stadio per la finale di baseball.

Poi, battimani, stelle filanti, coriandoli, fischi, discorsi, qualche ora e la povera gente di Little Italy può abbracciare gli atlantici che sfilano, sono operai, donne, bambini, una siepe umana, tra la folla plaudente c'è anche Primo Carnera, neo campione del mondo dei massimi.
Da ogni parte il tricolore e sulle labbra di tutti la parola "Italia".
Il 12 agosto Balbo e gli atlantici, posatisi sul Tevere, ottengono a Roma, sotto l'arco di Costantino, il trionfo dei reduci, gli aviatori, nelle loro divise immacolate, sono raggianti, la città è in delirio, Balbo ottiene il bastone di maresciallo dell'aria ed è felice, Mussolini lo abbraccia.



Ma chi era Italo Balbo?
Italo Balbo nasce a Quartesana (Ferrara) il 6 giugno 1896, è stato squadrista, aviatore, gerarca, una delle figure più capaci e prestigiose dell'Italia fascista, muore il 28 giugno 1940 sotto il 'fuoco amico' della propria contraerea nei cieli di Tobruk, in Libia.
Italo Balbo è stato un personaggio di livello internazionale, fascista, ministro dell’Aviazione, già quadrumviro della marcia su Roma, comandante della Milizia, poi governatore della Libia.
Pochi mesi la grande impresa, Mussolini temendone la popolarità, lo silura.
Le crociere cessano,  Balbo sarà mandato, in esilio, a Tripoli, in guerra.



Alla prossima...