tag foto 1 tag foto 1 tag foto 1 tag foto 1 tag foto 1 tag foto 1 tag foto 1 tag foto 1 tag foto 1 tag foto 1 tag foto 1 tag foto 1 tag foto 1 tag foto 1

La potatura...parte 2...

La potatura secca, o invernale, come abbiamo già scritto nel precedente post, è una  pratica di fondamentale importanza per  la corretta gestione del vigneto, poiché  consente di conseguire l’equilibrio tra  l’attività vegetativa e l’attività produttiva della pianta, con conseguenza diretta sia sulla resa che sulla qualità dell’uva.



Prima di iniziare la potatura è necessario sapere che la vite produce prevalentemente sui tralci dell’anno, che si sviluppano dalle gemme presenti sul legno dell’anno precedente; in secondo luogo la vite produce anche sui succhioni (tralci dell’anno originatisi su legno di più di due anni), nonché sulle femminelle (germogli sorti da gemme «pronte», vale a dire gemme che si sviluppano nello stesso anno della loro formazione) inserite sui tralci dell’anno.



Il carico di gemme lasciato per ciascuna pianta condiziona il numero di grappoli ottenibili, un numero di grappoli eccessivamente elevato rispetto alle potenzialità della pianta contrasta con la possibilità di ottenere uva di qualità, dato che generalmente non consente di raggiungere un adeguato livello di maturazione, però anche un numero di grappoli eccessivamente basso può contrastare con la qualità, dato che può determinare una maturazione troppo rapida che non consente un’adeguata evoluzione e un adeguato accumulo delle sostanze fenoliche, che sono alla base della struttura e del colore del vino.
Il numero di gemme (o nodi) lasciati per ciascuna vite deve essere compreso tra 10 e 30.

PRINCIPI DI POTATURA
I principi fisiologici della potatura possono essere sintetizzati come segue:
- La vigoria della vite è direttamente proporzionale al numero di foglie.
- Lo sviluppo vegetativo, oltre certi limiti, va quindi a discapito della produzione di fiori.
- Lo sviluppo dei rami è complementare: minore è il numero di gemme lasciate in un ramo e tanto maggiore sarà lo sviluppo dei rami generati dalle gemme stesse.
- Lo sviluppo dei frutti è complementare a quello dei rami che li portano.
- La posizione verticale di un ramo favorisce lo sviluppo vegetativo.
- La posizione inclinata di un ramo favorisce lo sviluppo riproduttivo (fruttificazione).
- Normalmente il frutto si sviluppa dai germogli che nascono da tralci di un anno inseriti sul legno di due anni.

I principali effetti che la potatura ha sullo sviluppo vegetativo e riproduttivo della pianta sono:
- l'indice fogliare o produttività delle foglie: questo parametro consente di definire quanto la potatura incide sullo sviluppo vegetativo e quindi sulla produttività delle foglie.
La riduzione dell'apparato aereo della pianta causa un indebolimento tanto maggiore quanto essa è severa.
Tuttavia limitando il numero di gemme si ottengono tralci più lunghi e robusti.
- Carica di gemme legata alla fertilità:ogni vitigno reagisce in modo diverso a seconda della fertilità cioè a seconda della cultivar; la carica di gemme lasciata durante la potatura può portare a un numero di grappoli diverso.
Questa variazione si può verificare anche tra un anno e l'altro in funzione dell'andamento climatico.
- Fertilità delle gemme: si distingue una fertilità potenziale da una fertilità reale.
Con la prima si indica il numero medio di grappoli portati da ogni germoglio presente sulla pianta; con la seconda (reale), si indica il numero medio di grappoli che si sono formati da ogni singola gemma lasciata in potatura.





Vi lascio con un'aforisma:
 
Fra’ vini è più sostanzioso quello raccolto in un suolo benigno che in un terreno leggero; più quello di un clima temperato, che quello raccolto in un luogo umido,
o troppo secco, troppo freddo, o troppo caldo.

Aulo Cornelio Celso (25 a.C. – 50 d.C.)



Alla prossima....