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Resveratrolo: cos'è e dove si trova....

Dopo tanta pioggia finalmente siamo ripartiti con la potatura.
Ma non ci siamo completamente fermati, come sapete la prossima settimana siamo a Golositalia a Montichiari, quindi fervono i preparativi....questo è il primo appuntamento dell'anno dove vi aspettiamo in tanti, venite a degustare il nostro vino.

Durante queste giornate di freddo e pioggia, abbiamo anche girellato un po' di più su internet, e abbiamo letto una notizia che ci ha fatto molto contenti, visto che noi spesso durante le nostre degustazioni abbiniamo spesso questi due alimenti...il vino e le arachidi aiutano la memoria...


Ecco la notizia:
“Un bicchiere di vino rosso o qualche manciata di noccioline possono rallentare la perdita di memoria legata all'invecchiamento cellulare.
Entrambi gli alimenti contengono infatti antiossidanti che proteggono le cellule da danni legati all'invecchiamento, un'arma naturale per contrastare anche l'Alzheimer.
Lo ha stabilito uno studio dell'Institute for Regenerative Medicine (Texas) pubblicato su 'Scientific Reports'.
 

Alla base di queste proprietà c'è il resveratrolo, una sostanza contenuta nella buccia degli acini d'uva e nelle arachidi, di cui già si conosceva la capacità protettiva nei confronti del cuore e delle arterie, ora lo studio ha svelato anche gli effetti positivi sull'ippocampo, un'area del cervello che è fondamentale per alcune funzioni come la memoria, l'apprendimento e l'umore."

Ma vediamo cos'è, a cosa serve, in quali altri alimenti si trova.....


Resveratrolo

Il resveratrolo (3,5,4'-triidrossistilbene) appartiene alla famiglia di composti polifenolici, è un fenolo non flavonoide, ed è presente negli acini dell'uva, nel vino, in alcune bacche e semi oleosi (arachide) ed in particolari piante,  grazie alle sue spiccate proprietà antiossidanti, contribuisce a proteggere il nostro organismo dalle patologie cardiovascolari e tumorali, antinfiammatoria e di fluidificazione del sangue, che può limitare l'insorgenza di placche trombotiche.

Il resveratrolo è una delle fitoalessine prodotte naturalmente da parecchie piante, in difesa da agenti patogeni quali batteri e funghi.

Le fonti alimentari

Le principali fonti alimentari di Resveratrolo sono rappresentate dalla frutta di colore rosso vivo e viola come l'uva, i mirtilli, i mirtilli rossi e più in generale i frutti di bosco.
Tuttavia, alimenti come gli arachidi o la frutta secca possono comunque rappresentare un fonte alternativa di Resveratrolo ai suddetti alimenti.

Più precisamente :
- una tazza di noccioline grezze, ossia circa 150 gr, è in grado di fornire dai 0,01 mg ai 0,26 mg di Resveratrolo;
- una tazza di noccioline bollite, ossia circa 180 gr, può fornire dai 0,32 a 1,28 mg di Resveratrolo;
- una tazza di burro di arachidi, circa 250 gr, può invece fornire 0,04 – 0,13 mg di Resveratrolo;
- una tazza di uva rossa, circa 160 gr, può fornire invece 0,24-1,25 mg di Resveratrolo.

Nonostante ciò, il vino è classicamente inteso come principale fonte di questo antiossidante.
Le concentrazioni di Resveratrolo nei vini possono variare sensibilmente in base all'origine geografica del prodotto, al tempo di fermentazione, al tempo di contatto con le bucce dell'uva, all'eventuale esposizione ad infezioni fungine e alla stessa cultivar dell'uva.
Infatti:
- un litro di vino bianco può contenere da 0,05 mg a 1,8 mg di Resveratrolo;
- un litro di vino rosato può contenere da 0,53 a 3,52 mg di Resveratrolo;
- un litro di vino rosso può contenere da 1,92 a 12,59 mg di Resveratrolo;
- un litro di succo d'uva può contenere da 1,14 a 8,69 mg di Resveratrolo.

Tali concentrazioni, evidentemente, risultano sensibilmente inferiori rispetto quelle proposte dai vari studi per fini clinici; tuttavia, occorre sempre considerare la complessità biologica di un alimento.
In questo senso, infatti, mentre negli studi viene valutato l'utilizzo di un unico elemento, in questo caso il Resveratrolo, nell'alimento intero, come ad esempio il vino, al Resveratrolo si affianca un'altra serie di antiossidanti come ad esempio i polifenoli.
Questa complessità biologica, difficilmente riproducibile in laboratorio, dona all'alimento una completezza unica ed un'attività biologica decisamente più potente ed eterogenea rispetto quella osservabile con l'utilizzo del singolo elemento.

Nell'uva, il resveratrolo, è contenuto solo nella buccia, mentre il contenuto nel vino dipende dalla pianta della vite, dalla locazione geografica di coltivazione e dal tempo di fermentazione, come conseguenza, il contenuto di resveratrolo dipende dal tipo di vino ed è maggiore nel vino rosso che in quello bianco o rosato.
Questa sostanza, prodotta dalla pianta per le sue preziose attività antifungine, è ovviamente più abbondante nell'uva non trattata con fungicidi e pesticidi.
Inoltre il contenuto in resveratrolo del vino è tanto superiore quanto più a lungo viene fatto fermentare insieme alle bucce.

Altri fattori che influenzano il contenuto di resveratrolo nel vino:

- Colore: nella produzione del vino bianco la fermentazione avviene senza il contatto del mosto con le bucce.
Dal momento che il resveratrolo è presente nella buccia dell'uva e non nella polpa, è logico aspettarsi che il contenuto della sostanza sia inferiore rispetto ai vini rossi, generalmente prodotti con fermentazione sulle bucce.
Nel processo di vinificazione con macerazione, il tempo di contatto bucce-mosto aumenterebbe il contenuto di resveratrolo di circa 10 volte per i vini bianchi e 13 per i vini rossi, pertanto quantificare il resveratrolo nel vino finito potrebbe essere un indice della pratica enologica utilizzata.
E' stato osservato che vini rossi prodotti con il maggior tempo di contatto mosto-bucce presentavano un contenuto di resveratrolo superiore.
- Origine geografica: i vini prodotti ad elevate altitudini sembrano avere un contenuto in resveratrolo superiore (questa sostanza protegge la pianta dai raggi UV), la latitudine non sembra invece influenzare significativamente la concentrazione della sostanza.
- Annata: condizioni climatiche che favoriscono un leggero attacco fungino aumentano la sintesi di resveratrolo nella pianta (questa sostanza ha azione antifunginea).
- Concimazione: la concentrazione di resveratrolo nell'uva dipende anche dal tipo di fertilizzazione ad esempio aumenta al diminuire della concimazione azotata.
La spiegazione più probabile di questo fenomeno parrebbe essere il fatto che in condizioni limitanti di fertilizzazione azotata l'equilibrio tra metabolismo primario e secondario si sposta verso quello secondario, favorendo la sintesi di polifenoli e di stilbeni e quindi di resveratrolo.

A cosa serve
Le attività biologiche di questa sostanza sono diverse.
Come sostanza antinvecchiamento, il resveratrolo è considerato un antiossidante, è attivo contro alcuni radicali liberi ed impedisce l'ossidazione del colesterolo LDL.
Questo primo effetto è quindi la motivazione di chi sostiene la sua efficacia contro l'invecchiamento e nella riduzione del rischio cardiovascolare, calcolato basandosi sui valori di colesterolo.
L'effetto antinfiammatorio sarebbe invece supportato dalle capacità del resveratrolo di inibire alcune reazioni, come la ciclo-ossigenasi, esattamente come fanno i più classici antiinfiammatori. Inoltre il resveratrolo può interferire con il processo infiammatorio a vari livelli: dall'attivazione dei globuli bianchi del sangue e dei tessuti (protagonisti principali della risposta immunitaria) all'inibizione della produzione di proteine infiammatorie da parte di queste stesse cellule.
La sua azione protettiva si può esplicare anche contro i virus influenzali impedendo al virus stesso di replicarsi all'interno delle cellule.

Biodisponibilità e dosaggi
Una delle domande che preoccupa i massimi esperti del settore è quanto differisca l'azione del Resveratrolo osservata su cellule o piccoli roditori trattati, rispetto a quella sugli uomini; inoltre è importante definire quali possano essere i dosaggi utili.
Per rispondere a queste domande in primo luogo si è dovuta chiarire la biodisponibilità del Resveratrolo, ossia quanto del Resveratrolo assunto espleta poi realmente una funzione biologica.
I dati a riguardo non sembrano particolarmente incoraggianti, in quanto, nonostante il Resveratrolo venga assorbito dall'intestino efficacemente,  il successivo passaggio attraverso il fegato ne riduce sensibilmente la disponibilità, abbassando così vistosamente le concentrazioni utili alle cellule.
Tuttavia, la buona propensione del Resveratrolo ad attraversare le membrane cellulari, raggiungendo agevolmente la cellula, e gli effetti dannosi osservati per alte concentrazioni di questa molecola, avvalorerebbero l'ipotesi che basse quantità di Resveratrolo, assunte con continuità, possano risultare efficaci e promettenti nella prevenzione di differenti patologie.
Le suddette caratteristiche, quindi, renderebbero difficile la definizione di un dosaggio adeguato e riproducibile.


Le ricerche continuano....
Come si è letto servono grandi quantità di resveratrolo per avere dei benefici, quindi un consiglio mangiamo tutti gli alimenti senza esagerare....grandi quantitavi di vino possono anche danneggiare, soprattutto il fegato...

BEVETE IL GIUSTO.....