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La potatura

La scorsa settimana abbiamo iniziato la potatura delle vigne, dopo il primo giorno ci siamo dovuti fermare due giorni causa pioggia....iniziamo bene...
Oggi abbiamo ripreso....speriamo bene...bisogna potare più di 50 ettari.
Ma vediamo cos'è la potatura, quando va fatta, i tipi di potatura....

LA POTATURA DELLA VITE 
La potatura consiste in un insieme di interventi atti a modificare il modo naturale di vegetare e di fruttificare di una pianta.
Essa è sempre stata, fin dalle origini della viticoltura, un'operazione fondamentale soprattutto vista la natura caotica e rampicante della vite.

Gli scopi principali della potatura sono:
- Diminuire i tempi di fruttificazione della vite: attraverso la potatura viene accelerato il periodo entro il quale la vite inizia a fruttificare;
- Ottenere una produzione costante: la potatura consente di controllare la produzione della vite.
- Aumentare la qualità del frutto: il punto precedente garantisce una possibile riduzione della quantità di uva prodotta e quindi una maggiore qualità della stessa.
- Migliorare la nutrizione della vite: attraverso la potatura è possibile distribuire in modo più efficace gli elementi nutrizionali della pianta per le funzioni vegetative e riproduttive.
- Dare una forma alla pianta: naturalmente attraverso la potatura è possibile modellare la forma della pianta e fare in modo che essa si conservi per l'intero ciclo di vita.



PRINCIPI DI POTATURA 
I principi fisiologici della potatura possono essere sintetizzati come segue:
- La vigoria della vite è direttamente proporzionale al numero di foglie.
- Lo sviluppo vegetativo, oltre certi limiti, va quindi a discapito della produzione di fiori.
- Lo sviluppo dei rami è complementare: minore è il numero di gemme lasciate in un ramo e tanto maggiore sarà lo sviluppo dei rami generati dalle gemme stesse.
- Lo sviluppo dei frutti è complementare a quello dei rami che li portano.
- La posizione verticale di un ramo favorisce lo sviluppo vegetativo.
- La posizione inclinata di un ramo favorisce lo sviluppo riproduttivo (fruttificazione).
- Normalmente il frutto si sviluppa dai germogli che nascono da tralci di un anno inseriti sul legno di due anni.

I principali effetti che la potatura ha sullo sviluppo vegetativo e riproduttivo della pianta sono:
- l'indice fogliare o produttività delle foglie: questo parametro consente di definire quanto la potatura incide sullo sviluppo vegetativo e quindi sulla produttività delle foglie.
La riduzione dell'apparato aereo della pianta causa un indebolimento tanto maggiore quanto essa è severa.
Tuttavia limitando il numero di gemme si ottengono tralci più lunghi e robusti.
- Carica di gemme legata alla fertilità:ogni vitigno reagisce in modo diverso a seconda della fertilità cioè a seconda della cultivar; la carica di gemme lasciata durante la potatura può portare a un numero di grappoli diverso.
Questa variazione si può verificare anche tra un anno e l'altro in funzione dell'andamento climatico.
- Fertilità delle gemme: si distingue una fertilità potenziale da una fertilità reale.
Con la prima si indica il numero medio di grappoli portati da ogni germoglio presente sulla pianta; con la seconda (reale), si indica il numero medio di grappoli che si sono formati da ogni singola gemma lasciata in potatura.


TIPI DI POTATURA 
I tralci in posizione verticale sono destinati allo sviluppo vegetativo mentre quelli in posizione inclinata o orizzontale favoriscono la fruttificazione.
In viticoltura questa distinzione viene fatta parlando di capi a legno e capi a frutto.
I primi sono naturalmente quelli destinati a dare tralci per le potature seguenti e i secondi quelli destinati a portare i grappoli dell'annata.
Tuttavia questa distinzione non sempre esiste e dipende dal tipo di potatura adottato.

Potatura corta,mista e lunga
- Corta: la potatura corta presenta degli speroni cortissimi con due gemme. In questo caso è importante che il vitigno presenti delle gemme basali fruttifere.
- Lunga: la potatura lunga presenta un unico tralcio con un numero variabile di gemme, generalmente non inferiore a 5 o 6, dove quelle basali sono destinate alla fruttificazione mentre le altre allo sviluppo vegetativo della pianta.
- Mista: quando vi è la presenza contemporanea di speroni corti e tralci lunghi naturalmente distinti in capi a frutto (lunghi) e capi a legno(corti).

Generalmente la potatura corta è largamente utilizzata nei climi caldo aridi e porta ad un maggiore tenore zuccherino rispetto alla potatura miste e lunga che generalmente portano ad una maggiore produzione a parità di carico di gemme.

Potatura povera e potatura ricca
La potatura povera e ricca coincidono con quello che i francesi chiamano charge per intendere il numero di gemme che vengono lasciate dopo la potatura.

    Potatura poverissima: numero di gemme inferiore a 5.
    Potatura povera: numero di gemme inferiore a 10.
    Potatura media: numero di gemme compreso tra 10 e 20.
    Potatura ricca: numero di gemme compreso tra 20 e 40.
    Potatura ricchissima: numero di gemme superiore a 40.
Generalmente vi sono alcune regole che portano il viticoltore a scegliere tra potatura povera o ricca:

Potatura Povera quando:
- Viti deboli con tralci corti ed esili.
- Viti vecchie e deperenti.
- Terreni aridi e magri.

Potatura Ricca quando:
- Viti vigorose con presenza di femminelle.
- Viti giovani e robuste.
- Terreni ricchi e poco aridi.


Potatura d'allevamento e potatura di produzione
Questa distinzione è molto importante perché tiene conto del fatto che la vite è giovanissima e quindi non produce uva oppure che la vite ha raggiunto l'età produttiva e quindi si punta principalmente al frutto.

Se la vite è giovanissima (barbatelle di 1,2 fino a 3 anni) la potatura deve essere cortissima lasciando al massimo 3 gemme per garantire un migliore sviluppo dei tralci con una conseguente maggiore robustezza.
Tuttavia questo porta a uno scarso sviluppo dell'apparato radicale conseguenza che oggi viene raramente considerata cercando di ridurre nettamente i tempi di formazione della pianta.

Durante i primi anni sarà molto importante curare la formazione del tralcio destinato al tronco.




COME POTARE 
Premesso che la vite genera i grappoli sui rami di un anno.

Con il metodo Guyot semplice
Di ogni pianta vengono eliminati tutti i tralci vecchi con eccezione di quello più vigoroso. Questo tralcio, opportunamente piegato e legato, viene accorciato in modo da lasciare mediamente 7-9 gemme, in funzione dell’età della pianta.
Ad esso è affidata la quasi totalità della produzione.
Oltre al capo al frutto, più in basso si lascia uno sperono con un paio di gemme il cui tralcio diventerà il nuovo capo a frutto dell’anno successivo.
Il metodo prevede anche la possibilità di lasciare due capi a frutto e due speroni (doppio guyot).
In questo caso, i due capi possono correre in direzioni diametralmente opposte (doppio guyot
bilaterale) o nella stessa direzione su due altezze diverse, cosiddetto doppio guyot sovrapposto.

Con il metodo a cordone speronato
Con opportune legature, alla vite si impone una crescita orizzontale, parallela al suolo.
Al tralcio così educato vengono lasciati 3-5 speroni consecutivi, opportunamente distanziati, ad ognuno dei quali vengono lasciate mediamente 3 gemme, per essere sicuri che i tralci di almeno
una di esse sopravvive alle eventuali gelate primaverili.
Ognuno dei due metodi presenta vantaggi e svantaggi rispetto all’altro.
Il metodo Guyot assicura un più lento invecchiamento della pianta, una resa maggiore, ma
richiede molte più cure e manutenzione, in particolare per le legature, mentre col metodo a cordone speronato l’intervento di potatura non richiede ulteriori adempimenti.
Dal punto di vista strettamente operativo, le forbici pneumatiche ed elettriche velocizzano l’operazione di potatura, assicurando nel contempo un maggior confort agli operatori.


QUANDO POTARE 
La potatura della vite inizia quando il vigneto ha perso completamente le foglie, e si protrae per tutta la stagione invernale, concentrandosi nei mesi di gennaio-febbraio.
L’ intensità dell’intervento dovrà essere proporzionato alla vigorosità del vigneto.
Di fronte ad un vigneto debole, l’intervento sarà misurato, come inferiore sarà il numero di gemme che verranno risparmiate.
Più forte è la pianta meno si taglia, più debole è la pianta più si taglia.
In ogni caso, bisogna assicurare ai tralci e quindi ai futuri grappoli una corretta esposizione, per luminosità e aerazione.
Per località particolarmente fredde e soggette a gelate, è consigliabile rimandare il più possibile l’operazione di potatura invernale.
Alla potatura invernale o a secco si aggiunge la “potatura a verde”, eseguita durante la stagione estiva, che in presenza di un sistema di allevamento a spalliera è possibile meccanizzare.