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Merlot e Viognier...rubino e ambra...

Merlot e Viognier...rubino e ambra...


Merlot

Il Merlot è un vitigno francese a bacca rossa originario della Gironda (Bordeaux)  il cui nome trae origine dalle razzie compiute dal merlotto (il merlo giovane), ghiotto delle sue uve dolci.
Era già un vitigno rinomato alla fine del 1700, in Italia è giunto nel 1880.
Oggi il Merlot viene coltivato in tutta Italia e viene vinificato con risultati notevoli, sia da solo che in uvaggi con celebri vitigni locali.
La foglia media, pentagonale, trilobata e quinquelobata; il grappolo: medio, piramidale più o meno spargolo, con una o due ali; l’acino: medio, rotondo di colore blu-nero; la buccia: di media consistenza ricoperta da abbondante pruina.


Il vitigno Merlot dà un vino dal colore rosso rubino più o meno intenso, con aroma fruttato e note di fiori rossi.
Il sapore è abbastanza tannico, morbido, corposo.
Merlot, un nome che, è per molti garanzia di eleganza, classe e grandi vini, ha conquistato negli anni una reputazione tale che la sua fama è ben conosciuta in ogni paese del mondo.
E’ assolutamente indiscutibile che il Merlot sia capace di produrre vini di grandezza primaria, vini morbidi e suadenti che affascinano per l'eleganza, senza per questo a robuste strutture.


Ma è proprio la sua spiccata morbidezza a renderla interessante in cantina, soprattutto quando in un vino siano presenti tannini piuttosto astringenti e aggressivi oppure una poco armonica acidità.
Il Merlot è anche utilizzato da solo per la produzione di vini interessanti e i risultati sono senza dubbio entusiasmanti.
In questo senso, la versatilità del Merlot è notevole: da vini semplici e immediati, fino a vini complessi, robusti e densi.
Inoltre, il Merlot è un'uva che ben si sposa con la botte - e in modo particolare con la barrique - divenendo, nella maggioranza dei casi, un binomio quasi indissolubile.


Viogner
 

Il Viognier è un vitigno tradizionale, coltivato in una delle più antiche zone viticole francesi, il Rodano Nord, ma è diventato un fenomeno di moda soltanto a partire dagli anni Novanta, quando è cominciata la sua diffusione in tutto il resto del mondo.
Foglia: piccola o media, orbicolare, pentalobata
Grappolo: medio-piccolo, tronco-conico, semplice o alato, a volte compatto
Acino: piccolo, sferoidale o leggermente ovale.
Buccia: spessa di colore giallo ambrato.



Il vitigno resiste molto bene alla siccità, ma è molto sensibile all’oidio.
Ha una buona vigoria e una polpa succosa, trasparente, che sviluppa elevati tenori zuccherini, al punto che per molto tempo è stata considerata un’ottima uva da mensa.
Non è un’uva facile da coltivare: i viticoltori lamentano spesso la sua imprevedibilità.
Può maturare all’improvviso e guadagnare un grado alcolico anche in due - tre giorni, modificando in maniera importante il rapporto zuccheri/acidità.
Il Viognier ha una plasticità piuttosto elevata: piantato su terreni diversi può dare vita a vini anche molto eterogenei, che vanno da caratteri floreali - fruttati molto espressivi e immediati a profili gustolfattivi decisamente sapido-minerali, tesi.



Il Viognier ama i terreni secchi e ciottolosi.
Il vitigno Viognier dà un vino di colore giallo paglierino con riflessi dorati.
Al naso è fruttato con note di pesca e albicocca, e sentori di agrumi, ananas e altri frutti esotici.
Al palato è sapido e abbastanza fresco, solitamente di corpo.
In generale ha un finale di discreta persistenza.