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.....Alla vigna....

Continua il viaggio che porta al vino.
Parliamo della vigna.
La vite appartiene alla famiglia delle Vitacee, vive fino a 600 metri s.l.m. e predilige un clima asciutto e ben esposto al sole.
La pianta della vite, vive in media 40-50 anni.
I fiori sono piccoli e verdastri, raccolti in infiorescenze, detti recemi.

La vite è una pianta rampicante, il fusto e le radici possono raggiungere lunghezze notevoli.
Le foglie sono palminervie, alternate, costituite da 5 lobi più o meno profondi.
Da esse si può capire la tipologia di vitigno.
Gli acini possono essere di vari colori dal giallo al viola, di diversa consistenza e grandezza.
Ciliegiolo
Vermentino
Le due specie di vite più importanti per la produzione di uva sono: la Vitis vinifera, originaria dell'Europa, dalla quale derivano tutti i vitigni destinati alla produzione di uva da vino e di uva da tavola, la Vitis labrusca, originaria dell'America del nord, destinata principalmente alla produzione di uva da tavola e marginalmente per la produzione di vino.

La Vitis Vinifera è sensibile a molte malattie tipo l’oidio e fillossera.
Per ovviare al problema dell’insetto che provoca la fillossera si innesta la vite americana.



Per riprodurre la vite si utilizza l’innesto (cioè l’unione di due pezzi di tralcio di cui uno possiede almeno una gemma).
I due tipi d’innesto più utilizzati sono:
- Doppio spacco inglese: utilizzato soprattutto al nord.
- Maiorchina: utilizzato al sud innestando direttamente le gemme in campo.

La vita della pianta è costituito da due cicli:

Vitale:
- Due e tre anni d’improduttività in cui cresce e si forma
- Poi comincia a produrre fino a raggiungere il picco che può durare per circa 20-25 anni
- Poi incontra la vecchiaia verso 30-40 anni e la produzione scende di anno in anno
Annuale:
Sottociclo vegetativo
- Pianto della vita
- Germogliamento
- Agostamento
- Defogliazione (fase di riposo)
Sottociclo produttivo
- Fioritura
- Acinellatura
- Invaiatura
- Maturazione: precoce o tardiva

La variazione di diverse sostanze durante la maturazione hanno portato a definire tre diversi tipi di maturazione che, in enologia, hanno un ruolo fondamentale per definire il periodo corretto per la vendemmia:

- Maturazione tecnologica: riguarda il rapporto tra zuccheri e acidi.
- Maturazione fenolica: riguarda la concentrazione delle sostanze fenoliche dell'uva, più concentrate nelle bucce e nei vinaccioli, questo tipo di maturazione tiene conto dell' accumulo di antociani e tannini e dalla loro solubilità, in generale possiamo dire che quando la buccia è in grado di rilasciare il maggior numero di sostanze fenoliche e i tannini dei vinaccioli assumono maggiore importanza abbiamo raggiunto la maturazione fenolica, questo tipo di maturazione generalmente avviene dopo la maturazione tecnologica e determina un aumento della componente fenolica e una diminuzione di quella degli antociani che rende il colore del vino pieno e compatto.
Naturalmente l'ottimale sarebbe che la maturazione tecnologica coincida con quella fenolica ottenibile con un perfetto adattamento del vitigno all'ambiante pedoclimatico e ad un ottimo andamento stagionale.
- Maturazione aromatica: riguarda la concentrazione delle sostanze aromatiche, quest'ultime tendono ad aumentare durante la maturazione, per poi diminuire se questa viene prolungata, anche in questo caso l'enologo dovrà ricercare il giusto compromesso tra le precedenti tipologie di maturazione e la presenza delle componenti aromatiche nell'uva.